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Luciana Ghiberti

Torino

Insegnante Yoga di 1° livello

In data 28 Agosto 2010 si è svolta la prova d'esame di Ghiberti Luciana per il conferimento della qualifica di insegnante Yoga di 1°livello. Luciana supera la prova brillantemente e le viene conferita la meritata carica professionale. Complimenti Luciana e ben arrivata anche a te nella nostra scuola.

In data 19 Novembre 2009, Luciana supera brillantemente la prova d'esame per la qualifica d'insegnante di 1° livello di fit-baal

CURRICULUM

  • operatrice di massaggio Ayurvedico ABHYANGA * allieva del Maestro Sing Valencia
  • formazione sull'impiego terapeutico degli olii essenziali
  • specializzata in terapia Ayurvedica dell'alimentazione
  • operatrice di riflessologia della mano
  • corsista presso la scuola Yoga Shanti del Maestro James Eruppakkattu
  • seminarista yoga presso lo Sivananda Ashram di Reith/Kitzbuel, Austria
  • personal trainer di secondo livello della APIFS/E.H.O/C.N.S.L del Maestro dello sport Alessio Peluso di Bologna
  • insegnante di fit-baal di 1° livello, sempre della APIFS/EHO/CNSL
  • Insegnante Yoga di 1° livello YTS/EHO

lo svolgimento d'esame sostenuto da Luciana:

L'AYURVEDA E LO YOGA

I segreti di una lunga vita tornando a unire due scienze per troppo tempo divise: L'AYURVEDA e lo YOGA Yoga e Ayurveda vengono scambiati, alle volte, l'uno per l'altro, come un'unica disciplina. Di fatto, essi costituiscono due scienze profondamente legate tra di loro in modo indissolubile. Lo yoga è la scienza dell'auto-realizzazione, l'ayurveda è la scienza dell'auto-guarigione.

Ambedue hanno lo stesso fine: la cessazione del dolore e la perfetta armonia di corpo, mente e spirito. Mentre lo yoga mantiene salda la propria auto disciplina, sulla strada della liberazione da ogni vincolo (moksa), l'ayurveda invece prende in considerazione tutti e quattro i desideri fondamentali della vita (purushartha) che l'uomo comune cerca di realizzare nella sua esistenza terrena: Il desiderio di virtù, che genera soddisfazione nel portare a termine i propri doveri (dharma), Il desiderio di ricchezza, che allieta con il benessere materiale (artha), il desiderio d'amore e di soddisfazione sessuale (kama), Il desiderio di liberazione da tutti i vincoli terreni, che progredisce man mano che si sperimentano le gioie e i piaceri dello spirito (moksha). La differenza tra queste due discipline è data dal fatto che, sebbene la liberazione sia per ambedue il fine ultimo, lo yoga si addice principalmente a chi è più maturo e pronto a intraprendere la via dello spirito (yogi), mentre l'ayurveda cerca di riportare equilibrio e armonia nell'individuo, indipendentemente dalla sua evoluzione spirituale.

L'ayurveda è la scienza della vita dell'uomo comune, che vive nell'illusione (maya ) e che cerca l'evoluzione attraverso la soddisfazione dei desideri terreni: amore, matrimonio, prole, denaro ecc.. Anche se l'ayurveda sembra essere il percorso più semplice, che richiede meno auto-disciplina, tuttavia è bene ricordare che la malattia e la sofferenza nascono da un eccessivo indulgere in tutto ciò che è effimero (maya).

Lo yoga è l'ago della bilancia che ci riporta sul giusto percorso di vita, facendo balenare in noi il piacere assoluto e duraturo della nostra essenza, oltre le illusioni causate dalle incessanti modificazioni della mente. Sia per lo yoga che per l'ayurveda, la salute e il benessere scaturiscono dall'equilibrio armonico di corpo, mente e spirito. Per il loro raggiungimento, lo yoga propone tecniche e metodi senza sforzo, che rafforzino gradualmente il corpo e la mente, mentre l'Ayurveda si occupa dello stile di vita, dell'alimentazione e dei rimedi che possono facilitare questa strada. Lo Yoga dunque, si occupa dell'essenza dell'essere umano, mentre l'Ayurveda si occupa della sua esistenza relativa, in modo che armonia e progresso possano sempre accompagnare l'uomo nel suo processo d'evoluzione.

Il termine Ayurveda ha origine dalla parole sanscrite Ayus, vita, e Veda, conoscenza o scienza, e viene tradotto generalmente con "scienza della vita". Migliaia di anni fa, i grandi Rishi, gli antichi saggi dell'India, osservarono i fondamenti della vita e li organizzarono in un sistema coerente, che fu trasmesso oralmente di generazione in generazione. Riconosciuto dall'Organizzazione Mondiale della Salute, l'Ayurveda è uno dei più antichi e completi sistemi di salute, perché integra il benessere del corpo a quello della mente. Da un punto di vista olistico, mente e corpo non sono separati, ma interagiscono reciprocamente, l'uno in funzione dell'altro. L'equilibrio mentale è una prerogativa irrinunciabile per la salute fisica, perché la mente esercita un'influenza che lascia impronte indelebili sul corpo. Il pensiero positivo è la migliore medicina. I saggi dell'India avevano la capacità di percepire e vedere, oltre al corpo fisico, anche i corpi sottili che costituiscono l'essere umano. In tal modo riuscivano a individuare nel campo energetico e vibrazionale delle persone le cause "nascoste" del malessere e delle malattie, trovando le soluzioni adatte a ripristinare il loro stato di salute. L'Ayurveda affonda le sue radici in una visione olistica, secondo cui l'uomo è costituito da tre aspetti fondamentali, un corpo, una mente e uno spirito. Lo spirito è la scintilla divina presente in ogni essere, è il "pneuma" (il "soffio") che dà la vita. La materia (in sanscrito prakriti) è il risultato della condensazione dello spirito (in sanscrito purusha). Lo spirito e la materia sono due aspetti del divino. Il compito dell'essere umano è spiritualizzare la materia e materializzare lo spirito e reintegrarsi nella sorgente divina. Per poterlo fare l'essere umano deve prima e innanzitutto conoscere se stesso. L'uomo ha cercato e cerca tutt'ora risposte e riconoscimenti all'esterno, ma la verità e la pace sono custodite e si possono trovare soltanto nelle profondità di sé. L'Ayurveda ha come fine svelare all'uomo la scintilla divina presente in lui. In accordo alle scritture dei Veda, c'è un senso nell'incarnazione. Non siamo nati per morire. Lo scopo ultimo della vita è realizzare la nostra natura divina e più una persona realizza la sua natura divina, più è sana. Il dottore e il terapeuta ayurvedico hanno quindi la responsabilità di ispirare i loro pazienti a prendere coscienza dello scopo reale della vita. La bellezza dell'Ayurveda sta nel fatto che cerca di riportare l'essere umano al suo stato originario, alla sua vera natura ed essenza. La salute è il rispetto della propria natura, fondato sulla conoscenza di sé, dei propri punti di forza e di debolezza, e su un continuo adattamento creativo alle circostanze mutevoli dell'esistenza. La salute si basa sul sano funzionamento di quattro campi principali della nostra vita: la salute fisica/mentale; la carriera o il proposito di vita; le relazioni umane e infine la spiritualità. Un individuo per poter lavorare ha bisogno innanzitutto di essere sano nel corpo e nella mente.

Il lavoro gli permette di esprimere i propri talenti, di mantenere se stesso e di condurre una vita sociale. Spesso ci sono persone costrette a fare lavori che non sono loro congeniali, spinti dal volere dei genitori, da valori sociali o da esigenze economiche; altre persone invece non hanno abbastanza fiducia in se stesse per lanciarsi nell'avventura di vivere e realizzare i propri sogni. Eseguire lavori senza senso e che non permettono di coltivare i propri talenti innati, a lungo andare può creare disordini fisici e mentali.

Le relazioni umane costituiscono la terza sfera di interesse della vita. Quando sono viziate, c'è dipendenza e co-dipendenza e si basano su inconfessati bisogni e ricatti, su paure e tentativi di controllo e manipolazione, invece che essere fondate sulla responsabilità nei confronti di se stessi. Quando le nostre relazioni diventano consapevoli, possiamo permetterci di vivere più a fondo la dimensione spirituale e di evolvere. Come conseguenza dello sviluppo spirituale il corpo diventa più rilassato, la mente si calma e l'individuo è responsabile delle sue relazioni. L'Ayurveda non si focalizza su un solo aspetto della vita, perché non esistono parti indipendenti le une dalle altre. Se un aspetto si sbilancia, anche tutti gli altri lo seguiranno. Invece che trattare un sintomo, l'Ayurveda guarda alla causa della malattia e del disordine e tenta di ristabilire l'armonia là dove si è creato uno squilibrio.

Questo sistema olistico di igiene di vita si è sviluppato nel corso dei millenni a partire dall'osservazione attenta degli esseri umani, degli animali, delle piante, dei minerali, della totalità della natura. I vaydia, i medici ayurvedici annotavano di volta in volta i rimedi e le cure da applicare a ogni tipo di malattia. Compilarono un inventario il più possibile esaustivo di tutte le malattie e delle problematiche dell'esistenza, trovando cure efficaci per ognuna di esse.

L'Ayurveda è dunque un metodo di guarigione elaborato e complesso, che si basa su un'immensa conoscenza dei sistemi vibrazionali ed energetici dell'essere umano, su una pratica millenaria in ambito erboristico e su una spiritualità elevata. Numerose ricerche e studi scientifici hanno ormai confermato e in parte spiegato l'efficacia dell'Ayurveda, che non è solo un sistema per stabilire un equilibrio benefico tra corpo e mente, ma è soprattutto un'arte di vivere. E' stato Maharishi (letter. "grande veggente") Mahesh Yogi, a cui furono trasmesse le tradizioni vediche dell'India antica, a fondare negli anni 1980 il Programma di Meditazione Trascendentale e a introdurre la scienza ayurvedica nel mondo occidentale. La popolarità della medicina ayurvedica si è in seguito diffusa grazie all'opera del medico indiano Deepak Chopra, autore di numerosi best-sellers sull'argomento. Per l'Ayurveda ogni essere vivente (microcosmo) è collegato all'Universo e alla Natura (macrocosmo). L'interazione armonica tra gli elementi del macrocosmo con quelli del microcosmo è il presupposto di una vita sana.

Lo scopo finale dell'Ayurveda è il benessere totale e naturale, frutto dell'armonia tra corpo e mente, e tra l'uomo e il suo ambiente. Per raggiungere questo fine l'Aurveda mira a creare un corretto equilibrio tra alimentazione e dieta, yoga, meditazione, massaggi e un miglioramento della qualità di vita. Il cibo è il legame tra l'universo finito e quello infinito, tra corpo, mente e anima.

Ogni volta che mangiamo, l'esterno entra dentro di noi e si trasforma in noi stessi. A nostra volta, quando ci cibiamo, trasformiamo il mondo esterno.Dobbiamo scegliere l'alimentazione, imparando a riconoscere i cibi più adatti a noi, consapevoli che, ad ogni boccone, ricreiamo noi stessi e il mondo in cui viviamo. Il gusto è lo strumento di selezione dell'alimentazione, messo a nostra disposizione dalla natura. Nel codice Manu c'è scritto: "Se la dieta è pura, anche la mente sarà pura. Quando la mente è pura, anche l'intelletto è puro". Gli alimenti hanno qualità (guna) che modificano la persona, sia in modo indiretto, suscitando emozioni, fantasie, pensieri o sogni, sia in modo diretto, promuovendo la salute o la malattia.

Le preferenze individuali per il cibo sono un riflesso delle nostre predisposizioni psicologiche e determinano le nostre scelte di vita. Il cibo, quindi, può essere uno strumento per migliorare il proprio benessere fisico, mentale e spirituale, oppure uno strumento di malattia e perdizione. Gli alimenti sono tutti di natura instabile e deteriorabile e, quando mangiamo, queste caratteristiche si trasferiscono in noi.

A causa del cibo, siamo soggetti ad un'inevitabile trasformazione di crescita, sviluppo e decadenza del corpo, unita a una mutevolezza della mente. Per promuovere il nostro benessere, dobbiamo mangiare con misura, in determinati orari e nei modi corretti. Mangiare senza la dovuta attenzione rompe l'equilibrio della fisiologia, sollecita l'instabilità della mente e l'insoddisfazione dello spirito.Quando riceviamo dal cibo degli stimoli sensuali eccessivi, diveniamo spiritualmente inquieti, confusi, con pensieri e azioni che, alle volte, contraddicono persino la nostra stessa ragione. La cipolla, l'aglio e i preparati troppo speziati (peperoncino, pepe nero), usati in eccesso, favoriscono questi atteggiamenti mentali (rajas).

L'eccesso di carne e di bevande alcoliche crea invece una sorta di prolungato torpore spirituale (tamas). Infine, qualsiasi tipo di cibo, guadagnato disonestamente, produce disagi e problemi di salute fisica. A questi aspetti negativi, possiamo affiancarne altri positivi e citare altri alimenti che stimolano la felicità e il benessere (sattva), come il latte, il ghee (burro chiarificato), la curcuma. Assunto con discernimento e autocontrollo, il cibo illumina, mentre, usato solo per il piacere del gusto, invece di nutrire intossica, crea dipendenza e insaziabilità, diventa distruttivo per chi lo mangia. Le sostanze che il nostro corpo assume hanno delle specifiche funzioni, non soltanto fisiche, ma anche di stimolo mentale e spirituale, che condizionano la vita. Col cibo determiniamo la qualità e la durata della nostra esistenza. Il gusto è il senso di percezione in grado di apprezzare l'estensione dei sapori, e la loro gamma.

I sapori concorrono al nutrimento del corpo, stimolano il nostro modo di pensare e di agire e producono la sensazione di felicità o infelicità che guida la nostra vita. Inoltre, il cibo è energizzato dal modo di essere e dell'atteggiamento di chi lo offre e di chi lo riceve.

Le intenzioni buone e cattive di chi prepara il cibo e di chi lo mangia, penetrano negli alimenti colorandoli e modificandoli, secondo il caso, in salubri oppure nocivi. Il santo al solo guardare o toccare il cibo, lo trasforma in una benedizione mentre, chi è preda delle proprie emozioni, lo inquina in modi non visibili. Per questo motivo, il cibo deve essere sempre maneggiato con molta cura. Esso va elargito in abbondanza, ma deve essere mangiato con parsimonia (samyama). Un corretto uso dell'alimentazione porta l'individuo più vicino alla propria auto-realizzazione, mentre gli eccessi alimentari, in generale, sono causa di malattie e di degrado.

Un'alimentazione consapevole va ben oltre il giudizio: "Mi piace" o "Non mi piace". Il cibo è assai più della semplice somma dei suoi nutrienti (vitamine, proteine, carboidrati) ed è indicativo della nostra predisposizione mentale e del nostro modo di agire.

In questo modo, il rapporto che abbiamo con il cibo ci dice molto della nostra capacità di vivere pienamente la vita e di soddisfare i nostri desideri più profondi. Questa specificità individuale deve essere presa in considerazione per determinare l'approccio individuale al benessere e agli scopi della vita. Ogni cosa nell'universo è una combinazione unica di cinque elementi (terra, acqua, fuoco, aria e spazio). Proprio come ogni pianta ha bisogno di una diversa quantità di luce, acqua, terreno, clima ecc., così la nostra costituzione ha bisogno di essere capita e trattata nel rispetto della propria differenza.

Per qualsiasi informazione potete contattarci direttamente al nostro recapito telefonico.
Risponderemo SEMPRE immediatamente.
Shanti Namaste

Tel +39 335 8306746

Corsi Proposti

Ogni corso prevede il rilascio di Certificazione abilitante YTS/NT® per i corsi insegnante (in Italia non è consentito chiamarlo Diploma in quanto l'Ente legittimato in tal senso a rilasciarli è solo il Ministero dell'Istruzione).
Il Diploma Professionale Internazionale invece, rilasciato dalla scuola e relativo alla qualifica da Maestro ha invece validità internazionale e si può regolarmente identificare come tale.

Risorse

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